Il Consiglio di Stato ha condannato l’Asl di Sassari a risarcire una dottoressa che, in quanto aiuto anziano, era stata incaricata della sostituzione del primario il cui posto era vacante ma senza alcuna differenza economica per quasi tre anni.
I giudici hanno ritenuto il comportamento inammissibile in quanto una sostituzione è accettabile, ma approfittarsi (economicamente) di un aiuto anziano per anni facendogli svolgere gratis le funzioni vacanti di primario non è accettabile.
Nel 1995 il posto di primario era rimasto vacante per collocamento in pensione del titolare e l’ aiuto anziano, aveva iniziato a svolgere le funzioni primariali senza il riconoscimento relativo sotto il profilo stipendiale.
Così è stato fino al 1997, poi, alla fine di quell’anno, è stato assunto il nuovo primario.
Il Consiglio di Stato ha stabilito che se l’aiuto anziano svolge funzioni di primario per un posto vacante, non occorre alcun atto organizzativo o di conferimento e non è ammissibile che, dove esista un posto apicale in una struttura sanitaria, le relative funzioni di guida e responsabilità non vengano esercitate dal medico ospedaliero titolare del posto di responsabilità immediatamente inferiore.
L’Asl deve pagare quindi i relativi compensi al ricorrente e il Consiglio di Stato ha stabilito che siano per dicembre 1995, dieci mesi del 1996 e altri dieci mesi del 1997 riconoscendo il diritto della ricorrente alle differenze retributive rispetto al trattamento di primario per i periodi indicati, oltre naturalmente agli interessi.
(Cons. Stato, sez. III, 1 marzo 2017, n. 957)